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Gli Stati Uniti occupano un sito spagnolo - www.terrelibere.org
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Gli Stati Uniti occupano un sito spagnolo

Il caso senza precedenti di rojadirecta.org

terrelibere.org - autore dell"articolo < Contatta 05 febbraio 2011 Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 3498 volte
Con una vera azione di pirateria, l`amministrazione statunitense ha sequestrato il sito spagnolo Rojadirecta. L`accusa è di violazione del copyright, ma il servizio era stato assolto in Spagna per lo stesso motivo. Finalmente al pettine un nodo finora ignorato: i domini .org e .com sono suffissi internazionali. Perché devono essere gestiti dagli Stati Uniti? Da oggi gli USA possono occupare una pagina sgradita in qualunque parte del mondo?

Il sito oscurato dall`amministrazione USA

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    Se sembra tramontato il sogno di dominio sull`intero pianeta (il famoso 'gendarme del mondo` sognato da Bush padre), gli Stati Uniti sembrano intenzionati ad affermare la propria egemonia globale sul Web. Con una operazione di 'cybersquatting` senza precedenti, almeno tra le istituzioni, il 'Dipartimento di sicurezza` ha occupato i domini .org e .com appartenenti al gruppo spagnolo Rojadirecta, si è registrato come proprietario dei nomi e infine ha apposto i propri loghi (a base di aquile rampanti, v. foto) sulla home. Per gli utenti è diventato inaccessibile, anche se possono entrare dal .es e da altre varianti). Ai gestori del sito non è stato notificato nulla: si sono trovati di fronte al fatto compiuto. E` l`operazione significativamente chiamata "Operation In Our Sites".

    Rojadirecta è uno dei tanti servizi che segnalano i link a eventi sportivi di tutto il mondo, spesso trasmessi dalle pay tv, che ovviamente fanno di tutto per contrastare questo tipo di attività. In Spagna, il servizio è stato assolto dopo una trafila giudiziaria durata tre anni. Ora è la volta degli Stati Uniti, che proprio in vista del SuperBowl (la finale del campionato di football vale una fortuna in diritti tv) hanno negato l`accesso all`intero website e ad altri nove siti analoghi.

    Il fatto è gravissimo. Gli USA non impediscono l`accesso sul proprio territorio, ma al mondo intero. I suffissi .org e . com (rispettivamente destinati a organizzazioni no profit o commerciali) nascono per siti internazionali e non per un solo paese, che però ne esercita il controllo anche per gli altri. L`ICANN, l`ente che controlla il database internazionale dei nomi a dominio, è nei fatti un organo USA. Finalmente il nodo viene al pettine, e non riguarda solo la giurisdizione. Da oggi, un sito come terrelibere.org, pur essendo sottoposto alla giurisdizione italiana, può essere teoricamente oscurato dall`amministrazione americana.

    E` chiaro che una funzione del genere deve essere svolta da un organismo transnazionale. Le Nazioni Unite abbondano di enti poco utili o sottoutilizzati, ma non hanno mai posto l`esigenza di un ente super partes che stabilisca le regole del web. In questi giorni si è discusso a lungo di Egitto e Tunisia. E della censura sul web operata da regimi totalitari. Il problema non riguarda solo i paesi del c.d. Terzo Mondo, ma tutti noi. Non sarà difficile passare dai link del calcio a temi più propriamente politici.

    Per ora non entriamo nel merito della questione. Le ragioni delle parti sono note e si confrontano da anni, anche in Italia. I servizi internet sostengono di compilare una sorta di 'guida ai programmi tv`, e di non essere responsabili di tutto il resto. Le tv a pagamento, tra cui Sky, affermano che senza queste indicazioni gli utenti non riuscirebbero con altrettanta facilità a reperire i link su cui vedere le partite. Il giro di affari è comunque in forte incremento, perché spesso i video in streaming sono ancora di scarsa qualità ma gratuiti. E le pagine tendono a riempirsi di pubblicità.

    Il 'circuito` di coloro che beneficiano del sistema, legale o illegale che sia, è molto vasto. E` una rete di reti. Nei video delle partite, gli utenti inseriscono spesso le pubblicità in overlay che provengono dai circuiti AdSense di Google o TradeDoubler. E così può anche capitare che lo sponsor di una partita 'pirata` sia Feltrinelli (v. immagine in basso).

    tag Tag: telematica_libera
    Formato per la citazione:
    Antonello Mangano, "Gli Stati Uniti occupano un sito spagnolo", terrelibere.org, 05 febbraio 2011, http://terrelibere.org/4147-gli-stati-uniti-occupano-un-sito-spagnolo

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