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Le inchieste multimediali di terrelibere.org Shock economy all`italiana
In Italia c'è chi ride per un terremoto. Ci sono enti locali che aspettano come manna dal cielo i soldi del dopo alluvione. Oppure emergenze inventate come Lampedusa o la spazzatura campana. L'inefficienza e la speculazione sono premiate. E ora arriva la nuova frontiera: l'assicurazione privata al posto dell'intervento statale. La scommessa finanziaria (il derivato) invece della prevenzione. 1
Reportage
La nuova frontiera della speculazione realizzata da Mario Monti
Assicurazioni, derivati e scomesse. La finanziarizzazione delle calamità naturali
Marco Letizia Il terremoto in Emilia passerà alla storia come l’ultima volta in cui lo Stato Italiano interviene a supporto delle comunità devastate da calamità. Ma non si tratta di una semplice esigenza di risparmio. C`è il rischio che si passi al sistema dell`assicurazione e dei derivati, già in uso negli Stati Uniti e in Giappone. In sostanza, una scommessa che gli investitori fanno sulla probabilità di una catastrofe naturale in un determinato luogo. 2
Podcast
I torrenti killer, le grandi opere e la Protezione civile
Disastri preparati con cura. Il dissesto idrogeologico di tutta la penisola
Antonello Mangano Dal fango di Messina all`alluvione di Genova fino alla neve di Roma. Con 25 miliardi di euro tutto il territorio nazionale potrebbe essere messo in sicurezza. Nell`era Bertolaso il bilancio del Dipartimento era di un miliardo l`anno. E si pagavano congressi eucaristici e pellegrinaggi a Loreto. L`Italia deve avere paura dei torrenti: le alluvioni (con decine di morti) sono il frutto in gran parte della cattiva gestione dei corsi d`acqua. Fainotizia.it 3
Reportage
Alluvioni, le catastrofi preparate con cura
Da Nord a Sud, i manager del disastro
Previsioni mai fatte, new town deserte, fondi bloccati e asfalto su luoghi alluvionati. In Italia il disastro non si previene, si crea. E poi si gestisce. Dal Veneto alla Sicilia, dalla Liguria alla Calabria il modello è identico. Non si mettono in sicurezza i versanti delle montagne, non si puliscono gli alvei dei fiumi, non si rafforza la resistenza sismica delle abitazioni. E dopo la catastrofe parte la litania del `disastro annunciato`. Left 4
Reportage
Una testimonianza dai luoghi dell`alluvione
Barcellona, 22 novembre. Cementificazione selvaggia e poi un mare di fango
Abusivismo? Costruzioni sanate. Prevenzione? Osservazione dei disastri precedenti. La causa? Cementificazione dei torrenti. Così Barcellona Pozzo di Gotto è diventata un fiume di fango. Le vie naturali per il deflusso delle acque piovane sono ostruite da anni. Le istituzioni sono immobili. La società civile si organizza e grida: la nostra città può rinascere, ora tocca a noi. E il vittimismo non serve. Circolo Arci Città Futura 5
Reportage
La politica dei disastri diventa prostituzione del territorio
Il fango di Messina è il laboratorio della Shock Economy
Luigi Sturniolo Dopo l`ennesima alluvione, andrebbe messo in discussione il modello di gestione del territorio, l’aggressione cui è stato sottoposto, la cementificazione, l’annullamento dei torrenti, l’abbandono delle coltivazioni, le speculazioni edilizie, l’assalto alle colline. Invece prevale ancora la politica dei disastri e delle emergenze. Anche perché è diventato l`unico modo per ottenere fondi pubblici. |
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