.
eBook
Il movimento antimafia siciliano Gabriella Scolaro
Il movimento antimafia
siciliano
Novità
Per iPad e Kindle,
€ 3.99
Quell'africana... Alberto Mossino
Quell'africana...
Romanzo
Per iPad e Kindle,
€ 3.99
Le inchieste multimediali > Rosarno - A3/Zenobia - Saluzzo - Come viene prodotto il cibo? - La rivolta dei conferiti    Tutte le inchieste
Chi siamo Archivio Autori Campagne Fotostorie Video Infografiche Podcast
DiariNuovo CorsiNuovo Servizi SED terrelibere.org Catalogo eBook Presentazioni Recensioni Racconti
terrelibere.org > libreria > ipertesto > il divorzio in italia e i gelsomini del maghreb >
   
Il divorzio in Italia e i gelsomini del Maghreb
ipertesto
stats 3963 letture
tag Tag: tunisia

Il divorzio in Italia e i gelsomini del Maghreb

L`onda lunga della modernità dagli anni `70 a oggi
Solo Pasolini aveva pronosticato la vittoria nel referendum sul divorzio, nel 1974. L’Italia era ancora giudicata un paese contadino e tradizionalista, così come i paesi arabi sono stati considerati religiosi e conservatori. La mancanza di curiosità e studi esclusivamente teorici hanno prodotto luoghi comuni e politiche basate sul sostegno ai dittatori. Capire cosa è accaduto può servire a evitare gli stessi errori.

In uno dei suoi più celebri “Scritti corsari`, Pasolini analizza la vittoria dei sì nel referendum sull`introduzione del divorzio in Italia. Un vero spartiacque della nostra storia sociale, che nessuno aveva saputo prevedere. L`iniziativa era stata dei radicali, contrari ovviamente i DC, timorosi i comunisti che temevano una sconfitta. Pasolini, invece, da anni aveva raccontato la modernizzazione della società contadina che stava sostituendo rapidamente le tradizioni con l`edonismo, la religione con i consumi. Per il regista di “Mamma Roma` questo era un processo fortemente negativo, ma questo è un altro discorso.

Con le rivolte nel Maghreb, è accaduta esattamente la stessa cosa ad alcuni decenni di distanza. Una società descritta come oscurantista e ingabbiata da una religione figlia del passato ha invece rivelato un “sorprendente` sguardo verso la modernità: Facebook invece che minareti.

L`errore di analisi, oltre che dalla chiusura mentale e dalla mancanza di curiosità, è nato dall`11 settembre. Da allora è stato dato grande spazio a riflessioni teoriche spesso improvvisate e rozzamente semplificatorie (come quella seguita ai testi sullo "scontro di civiltà"). E soprattutto prive di verifica empirica. In altre parole, quasi nessuno è andato dai giovani del Cairo o di Tunisi per chiedere dei loro desideri. Inoltre, il mondo islamico è stato troppo spesso descritto come un blocco compatto e stretto tra dittature anche brutali ma filo-occidentali e fondamentalisti intenzionati a far girare indietro le lancette della storia.

I giovani della riva sud hanno invece individuato nella “cleptocrazia` il principale ostacolo verso una più equa distribuzione della ricchezza. Libia, Egitto e Tunisia erano paesi floridi per gli standard africani (o in forte crescita), ma con una concentrazione di denaro nelle mani dei clan che dominavano da decenni la scena, lasciando a troppi giovani istruiti e qualificati solo la strada dell`emigrazione irregolare.

Le notizie degli attentati di marca fondamentalista sono state interpretate negli ultimi anni, in Occidente, come un segno della forza e della diffusione dei movimenti politici di ispirazione religiosa. Invece andavano letti come segni di debolezza e scarsa presenza. Molti attentati, se non tutti, sono stati frutto di frustrazione. Gesti estremi e disperati, come quelli tipici di minoranze esigue che provano a coinvolgere le masse con azioni di puro terrorismo. Con l`esito di ottenere ulteriori isolamento.

In Tunisia, per esempio, molti attentati sono avvenuti nei pressi dei complessi turistici, luoghi della contaminazione tra locali e occidentali, dove abitudini “demoniache` (agli occhi degli attentatori) diventano normali e accettate. Il più recente attentato in Turchia, in piazza Taksim, aveva come obiettivo il quartiere dei locali e della movida di Istanbul, dove i giovani del luogo si rovesciano in massa per bere alcolici e stare insieme, senza cogliere alcuna contraddizione con il loro essere musulmani.

Errare è umano, specie per accademici chiusi nelle loro stanze e politici abili nella strumentalizzazione. Comprendere gli errori, ovviamente, può servire a evitarne di nuovi. Il mondo arabo è nelle nostre città e non ha senso continuare a ignorarlo.



Carrello

Nessun libro nel carrello... Prova a sfogliare il catalogo

Area clienti
Email       
Password
Password dimenticata?
Guida eBook
1214 lettori hanno già acquistato nella nostra libreria

Collaboriamo con

BUR Rizzoli - manifestolibri - Castelvecchi

Il libro inchiesta sulla Salerno - Reggio Calabria

Diari (ovvero l'Italia fuori dal raccordo)Nuovo

Lampedusa / Sibari /
Saluzzo / Piacenza

Voi fare pubblicità qui? Contattaci




FAQ Libri elettronici
Catalogo libri
Riviste (0)
Recensioni (84)
Racconti (17)
Progetti (3)
Poesie (3)
Libri2 (4)
Ipertesto (11)
Diari (8)
ipertesto Il divorzio in Italia e i gelsomini del Maghreb
Babel del calcio e della droga
Il caso degli ispettori generali Verdiani e Messana



racconti Mi uccise la democrazia, non l`amaretto
Trans e cocci di bottiglia
I festini agricoli





Home page  |  Mobile  |  Corsi  |  Video  |  Autori  |  Archivio  |  Mailing list  |  Contatti
Creative Commons License Copyright. Tutti i contenuti del sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons
Questo sito non ha carattere di periodicita' non essendo aggiornato con intervalli regolari. P.IVA 02977070834
made by liotren.com Hosting Linux, CMS e applicazioni realizzate da Liotren.com