.
Il nuovo eBook
Giro di Sicilia
con nove artisti pazzi

Una sorprendente guida sull'isola outsider
Osservatorio braccianti
Mappa. Migranti e sfruttamento
Basta sfruttamento
Firmate la petizione
Corso online
HTML5
Promo 5 posti a 69 € anziche' 99 €
4 posti rimasti!
Tutto il catalogo a 9 euro
Tutti i nostri libri elettronici
in un solo file zip a prezzo scontato, in formato PDF o ePub
Chi siamo Archivio Autori Campagne Fotostorie Video Infografiche Podcast
Diari Corsi Servizi SED terrelibere.org Catalogo eBook Presentazioni Recensioni Racconti
terrelibere.org > libreria > recensioni > Dirty Work
   

Dirty Work


Autore del Libro:
Jeffrey E. Cole e Sally S. Booth
Pagine: 163
Editore: Lexington Books
Anno: 2007

Recensioni

stats 8032 letture

Isbn ISBN: 0-7391-1724-6

tag Tag: migranti

Dirty Work

Immigrants in Domestic Service, Agriculture, and Prostitution in Sicily

Una etnografia sull’universo dell’immigrazione in Sicilia, ma anche una ricerca sui siciliani, sulla scia degli studi americani sul mezzogiorno d’Italia. Lavoro domestico e prostituzione nel palermitano, agricoltura nel ragusano. Lavori sporchi. E scelte "imprenditoriali" che - nel caso del lavoro sessuale - vengono narrate e distorte dalla lente deformante del moralismo.

terrelibere.orgRecensito da Pietro Saitta  

Con questo libro Jeffrey Cole e Sally Booth continuano, oltre che una personale tradizione iniziata già negli anni ottanta, una lunga consuetudine di studi americani sul mezzogiorno d`Italia, iniziata con McDonald sessanta anni fa e proseguita con Banfield e i coniugi Schneider, per citare solo i casi più noti.

      Quella di Cole e Booth è una etnografia sull`universo dell`immigrazione in Sicilia, ma è anche una ricerca sui siciliani, i loro pregiudizi e la loro tendenza a riprodurre forme tradizionali di subordinazione sociale ed economica, a ruoli però invertiti. In questo senso, si può sostenere che quella di Cole e Booth è una etnografia “duplice`, che getta luce sulle nuove rappresentazioni e forme oggettive del dominio e della subordinazione nella vita sociale ed economica dell`isola.

      Da un punto di vista stilistico e metodologico, la loro è una etnografia di stile “realista`, priva del lirismo che contraddistingue le ricerche costruttiviste in voga a partire dagli anni ottanta, specie se americane. Questo è un carattere che presumibilmente sarà apprezzato da molti lettori italiani, spesso refrattari agli stili narrativi che enfatizzano la presenza dell`autore nel testo etnografico e, per tale ragione, dubbiosi circa il valore intrinseco dell`etnografia come metodo scientifico di conoscenza e descrizione. Da un punto di vista tecnico, la ricerca si avvale della raccolta di storie di vita, interviste in profondità (a testimoni privilegiati, sindacalisti, immigrati, etc.) e di periodi intermittenti di permanenza in vari centri dell`isola a partire dal 1998 e sino al 2004. Lo studio indaga in particolare i settori domestico e della prostituzione a Palermo e quello agricolo nella provincia di Ragusa. Lavori sporchi, per dirla con gli autori.

      La scelta di condurre una ricerca per settori economici più che per “etnie` (come sarebbe stato più facile attendersi da studiosi americani) risulta efficace perché presenta il vantaggio di mostrare le funzioni interpretate dagli immigrati come classe in sé, di mettere in luce gli stereotipi sul loro conto, di indagare la natura delle pratiche e delle relazioni che uniscono immigrati e i datori di lavoro, di enucleare la pluralità di strategie legali impiegate per continuare a risiedere nel territorio o per sfruttare la forza lavoro straniera. Ad ogni modo, a parte il capitolo sul lavoro domestico, che riflette la pluralità di nazionalità che partecipano a quel settore, il libro finisce per essere uno studio su due particolari gruppi: quello dei maghrebini e quello delle nigeriane, dominanti rispettivamente nei mercati agricolo e del lavoro sessuale nell`isola.

      In particolare, il lavoro di Cole e Booth si fa apprezzare per il dettaglio, la minuziosità con cui mostra scenari di vita quotidiana, la separazione tra siciliani e stranieri e l`ordinario degrado. Non solo il degrado degli stranieri, ma anche quello dei siciliani nella loro veste di datori di lavoro, padroni di casa e proprietari terrieri. Allo stesso modo, il libro è efficace nell`indagare le modalità dello sfruttamento sessuale, le differenze nell`apparato tecnico di controllo delle “madame` e l`adesione delle donne nigeriane ai principi dell`industria sessuale. Inoltre, quella presentata dagli autori è una ricerca sul processo di trasformazione e “aggiustamento` esperito dagli uomini e dalle donne di cui raccontano. In tal senso, sono degni di attenzione le riflessioni di Mounir sulla crisi dell`identità maschile tra gli immigrati oppure la storia di Samia, un caso femminile di successo, che va però letto come una eccezione ed una rarità.

      Sul fronte del lavoro sessuale, lo studio si fa apprezzare per il suo sguardo molto poco moralista e per il riproporre l`idea di Boven e altri per cui, nel trattare questo argomento, studiosi, operatori ed opinione pubblica sono spesso vittime inconsapevoli di un processo di “manipolazione della reputazione etnica`, che ha variegate conseguenze giuridiche e sociali. L`idea infondata per cui le donne impegnate nella prostituzione siano per larga parte vittime del traffico di esseri umani è in molti casi una “narrazione`, che finisce con l` essere impiegata dalle donne e dai loro sfruttatori per motivare le richieste d`asilo e garantire loro permanenza semi-legale nei territori prescelti, continuando ad esercitare la prostituzione. Ma al di là di questo, tale retorica rischia di ostacolare trasformazioni di più ampio respiro, legate ai diritti delle lavoratrici sessuali, perché spinge le autorità a concentrarsi sulla repressione del fenomeno più che sulla riduzione del danno. Inoltre, impedisce di comprendere che quella di molte donne – anche di quelle effettivamente vittime del traffico – è in fondo una scelta “imprenditoriale`, fondata su un preciso calcolo e caratterizzata da una forma di progressione di carriera: quella da prostituta semplice a “madama`. In questo quadro, oltre che dalle caratteristiche intrinseche di quello specifico settore lavorativo, la durezza della condizione di vita di molte prostitute dipenderebbe non tanto dall`essere “trafficate` quanto delle ristrettezze della legislazione sull`immigrazione, in Italia come nel resto d`Europa.

      In generale, il libro riesce pienamente a dimostrare come le modalità del “lavoro sporco` in questa area apparentemente periferica del mondo siano connesse alle trasformazioni più ampie del sistema economico complessivo e come la Sicilia interpreti un ruolo tanto “attivo` che “passivo` all`interno di questa  rapporto. “Passivo` in relazione alle trasformazioni nella struttura economica, sociale, familiare  e del welfare state (le stesse che hanno determinato un fabbisogno di badanti, per esempio); “attivo` nel determinare la centralità dell`isola in quella “catena del cibo` che giustifica l`esistenza delle serre e il caporalato oppure la compartecipazione alle reti transnazionali criminali implicate nello sfruttamento della prostituzione (una situazione negata dalle fonti ufficiali, ma ritenuta probabile dagli autori). Inoltre, la ricerca è efficace nel mettere in luce il “provincialismo` dei siciliani (specie nelle aree rurali), nello svelare le logiche e le rappresentazioni che presiedono alla subordinazione dei lavoratori stranieri e, infine, nel trattare le linee principali di una questione razziale mai sufficientemente esplicitata, tanto per una sorta di pudore collettivo quanto per l`assenza di una consuetudine scientifica italiana a trattare le relazioni tra noi e gli altri in questi termini.

      In conclusione, quello di Cole e Booth è un lavoro che denota una profonda comprensione dello scenario indagato e che ha il pregio di descrivere il nostro quotidiano con le lenti dello straniero, contribuendo così a trattare argomenti e dimensioni note alla luce di prospettive teoriche e bibliografiche differenti. Soprattutto, è una ricerca efficace nel mostrare l`esistenza di interconnessioni spesso dimenticate o comunemente immaginate come distanti, appartenenti ad altre realtà e altri paesi. Malgrado tutto e con tutte le implicazioni del caso, ci dicono gli autori, siamo anche noi centro o, se si preferisce, nodo non periferico di un capitalismo transnazionale assai rapace con gli uomini e le donne con cui entra in contatto.


Torna su Torna su
Home page  |  Mobile  |  Corsi  |  Video  |  Autori  |  Archivio  |  Mailing list  |  Contatti
Creative Commons License Copyright. Tutti i contenuti del sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons
Questo sito non ha carattere di periodicita' non essendo aggiornato con intervalli regolari. P.IVA 02977070834
made by liotren.com Hosting Linux, CMS e applicazioni realizzate da Liotren.com