Nel corso degli anni Cinquanta la Sicilia aderì con estrema convinzione al mito e alla "narrazione industriale" portati avanti da personaggi come Matteis e i teorici dello sviluppo. In brevissimo tempo l’isola prese a ospitare un’impressionante concentrazione di poli petrolchimici che avrebbero dovuto impiegare migliaia di ex contadini e portare finalmente la modernità nell’area.
A distanza di sessant`anni gli effetti del processo di modernizzazione appaiono evidenti: disoccupazione, malattie da industrializzazione, paura, devastazione ambientale e sottrazione dei territori costituiscono la reale faccia del sogno di progresso. Questo studio qualitativo, realizzato nell`ambito di un progetto di ricerca dell`Organizzazione Mondiale della Sanità, affronta il tema delle paure e delle aspirazioni dei residenti nelle aree a rischio della regione Sicilia alla luce dei fallimenti del corrente modello di sviluppo.
Pietro Saitta è ricercatore di Sociologia generale all`Università di Messina. È stato fellow researcher e adjunct professor rispettivamente presso il Cuny Graduate Center e la Columbia University di New York. Ha collaborato con l`OMS — Ufficio Europeo e altre istituzioni nazionali e internazionali. Si occupa di multiculturalismo, devianza, sviluppo urbano e metodi qualitativi. Tra i suoi lavori Spazi e società a rischio (2009) e Economie del sospetto (2007).