Le radici cristiane e l’illustre
Pomponazzi
Piccola fenomenologia
della nota di registro
Un blog raccoglie note
di registro provenienti dalle classi delle scuole di tutta Italia. Oltre ad
essere estremamente divertenti, danno una spaccato importante di una
istituzione fondamentale per il Paese e da tempo allo sbando, uccisa da
contro-riforme aziendaliste e classiste e dal distacco sempre maggiore tra un
corpo docente da Regno Sabaudo ed una popolazione studentesca cresciuta tra televisione,
computer e cellulari, e sempre più multietnica. Ed invece, oggi, i docenti
devono certificare che un quattordicenne è consapevole delle proprie radici
“giudaico-cristiane” …
A cura di Antonello
Mangano
La scuola italiana non
la raccontano i rapporti del
Ministero e le relazioni dei docenti, forse neanche un geniale blog che
raccoglie alcune delle “note di registro” compilate in tante scuole italiane da
insegnanti disperati, autoritari, soli.
Insieme, però, ci aiutano
a capire cosa succede ad una istituzione che tutti ritengono decisiva per il
Paese, ma di cui in pochi parlano: per quelli che stanno fuori è troppo
distante, chiusa. Per quelli che stanno dentro corrisponde all’universo, con le
sue regole e i suoi meccanismi. Due mondi paralleli.
La lettura di questi
appunti spingerà inizialmente ad una superficiale risata. Ma, come insegnano i
grandi maestri dell’umorismo, il riso non è mai fine a se stesso, la vera
comicità ha sempre una base di amarezza, uno sfondo di riflessione, un
retrogusto di dubbio.
La scuola che emerge da
queste note è repellente. Mostra docenti retorici ed autoreferenziali, oppure
vigliaccamente protesi verso un genitore, un bidello, un poliziotto, un preside
o un qualunque tutore dell’ordine costituito che imponga silenzio, immobilismo,
rispetto in una ventina di adolescenti inquieti, irridenti, ormai convinti che
l’ordine e l’autorità siano robaccia del secolo scorso e tutti si sia liberi.
Mostra anche un abisso tra
i due lati della stanza, tra la cattedra ed i banchi. Forse c’è sempre stato,
forse si sta dilatando.
L’allontanamento tra
insegnanti e studenti è una vera e propria “deriva dei continenti”. Due
“placche” sempre più distanti. Da un lato docenti anziani a causa del blocco
dei concorsi: troppo anziani, immutati nel corso dei decenni, refrattari alle
innovazioni, nutriti col Bembo e col Foscolo ed ignari di Wi-Fi, MMS, chat (e
se li conoscono, li attribuiscono al genio del maligno).
Dall’altra una generazione
cresciuta con la televisione ed i suoi modelli, e con una libertà nei
comportamenti e nel linguaggio mai vista prima. Una nidiata di ragazzi e
ragazze forgiata nella tecnologia e svincolata dal rispetto dell’autorità, ma
anche multietnica (quindi variegata, nei problemi e nelle esigenze, ma anche
negli stimoli e nelle opportunità) e spesso differenziata anche nel livello
sociale, nella provenienza urbana, nel retroterra familiare, nonostante gli
infiniti tentativi di selezione “a monte” e di separazione classista operati da
Gentile in poi.
Questi adolescenti sono forse
chiusi, egoisti, autenticamente cattivi nei confronti del compagno “diverso”,
del più debole; sono convinti che essere sia uguale a consumare. Ma sono anche
disperatamente insicuri, capaci di grandi slanci, pronti a seguire chi li
sappia capire. Non a caso i rapporti migliori sono quelli costruiti con
insegnanti-madri (cioè quelle che hanno figli o comunque si propongono in
maniera materna, non solamente in modo freddo e burocratico). Specie tra
donne-madri e ragazze si riescono a creare rapporti duraturi.
Per il resto, cosa hanno
da dirsi una sessantenne cresciuta con il galateo e le buone maniere, il “lei”
da dare al padre, “buone feste” e “buon appetito”, “saluti alla signora” ed il
segno della croce prima dei pasti ed una ragazzetta segnata dai piercing,
jeans a vita bassa, cellulare multimediale con suonerie polifoniche ed un
linguaggio che non si arresta di fronte a nulla?
Poco, quasi niente. La
nota di registro è l’arma estrema per riportare l’ordine, il rispetto, per
ripristinare la regola aurea dell’istituzione scolastica che vede saggi adulti
compresi nella missione educatrice e docili discenti muti e diligenti.
In pochi istanti
Chi si è trovato almeno
una volta nel poco ambito ruolo dell’insegnante conosce bene l’attimo infinito,
l’istante lunghissimo dell’indecisione che segue un comportamento irriverente,
un insulto feroce, una risata beffarda o una considerazione tagliente come un
rasoio.
In pochi istanti, e di
fronte ad un platea adolescente che si estasia e si gusta l’inatteso siparietto,
l’atto vendicatore sull’autorità, la ricreazione anticipata, bisogna recuperare,
fronteggiare il colpo, ferire il piccolo avversario in maniera definitiva.
Se sei un’insegnante
normale, una velenosa insinuazione sulla certissima ed imminente bocciatura dello
stolido insolente è di solito condizione necessaria e sufficiente (direbbe la “prof”
di matematica) a spegnere sul nascere l’insubordinazione.
Il pericolo è spaventoso:
se la classe prende il sopravvento fino alla fine dell’anno scolastico sarà una
serie di beffe, insulti, offese che distruggeranno irrimediabilmente il tuo
equilibrio psichico facendoti regredire al periodo buio dell’adolescenza
brufolosa ed insicura.
La risposta deve essere
secca ed immediata. Il sangue freddo è la prima dote di un insegnante.
Se invece hai la sventura
di essere un paria della docenza (supplente, insegnante di religione, etc.) la
bocciatura è un’arma che non possiedi.
Se non ce la fai con le
capacità dialettiche o le urla scomposte, non ti rimane che un’arma da ginnasio
del Regno, una sopravvivenza archeologica, uno strumento punitivo da museo: la
nota sul registro.
Il Provvedimento
disciplinare ed il richiamo al Castigatore, al Terrore del Fanciullo (al
Preside, insomma, che non ha nei fatti altra funzione di rilievo) sono l’unico
mezzo disponibile per ristabilire l’ordine dell’Universo, il rispetto della Gerarchia,
lo svolgimento del Programma; per incutere immobilismo nel fanciullo
ipercinetico, paura nel bullo linguacciuto, freno nella classe sediziosa.
Dalla parte dell’insegnante, per un
attimo
Fanno ridere e molto, le
note. Ma solo dal punto di vista esterno, perché un insegnante rifiuta istintivamente
la facile identificazione coi tanti Franti ed invece è vicino al collega, di
cui immagina e sente come proprio il sudore freddo, i tratti somatici sconvolti
dalla sorpresa della sfida rivolta, il rossore del volto durante la scrittura
nervosa di parole che avrebbero voluto essere assolute e definitive e che
invece sono incredibilmente grottesche, realmente e sinceramente comiche a
causa del contrasto di linguaggio che trasuda la serietà del ruolo, fa
intravedere il broncio dell’istituzione vilipesa, vagheggia la nobile austerità
della missione educatrice e si ritrova con rammarico a scrivere di rutti
disumani, odori insani, crocifissi che tornano subito, flatulenze di gruppo, filmati
porno nell’ora di religione, suoni spiacevoli, risposte impertinenti, minacce
atroci, alunne provocanti.
Un mondo lontano dal
progresso di una crescita culturale ma anche dai desideri di Ratzinger e di
tutti quelli che vogliono sostituire Darwin con la favola della mela, la
scienza con la superstizione, il razionalismo illuminista (vera base della
nostra cultura) con la dittatura dei valori.
La classe è ancora un clan
iconoclasta, capace di sostituire l’edificante storia del martirio di San
Esculapio con il filmato a luci rosse, poco attento ai sacri valori degli
adulti, terribilmente ribelle rispetto ad una scuola che non risponde alle proprie
domande.
Il cellulare è il terreno
di battaglia preferito, un dono del diavolo per molti insegnanti, da proibire e
maledire, un segno inequivocabile della solitudine cosmica dei nostri figli,
che grazie a questo oggetto provano a ricostruire le reti di relazioni, magari
fittizie, che le nostre reali città (quasi del tutto prive di luoghi di
socializzazione) non riescono ad offrire.
Una scuola autorevole, sia
chiaro, può anche proibire, sanzionare, affermare con forza. Ma solo quando è
sicura di offrire una formazione affidabile, un insegnamento che risponda alle
esigenze della società e non alle elucubrazioni delle teste d’uovo del
Ministero ed ai desiderata repressivi di un vecchio bavarese burbero,
arrogante e privo di dubbi.
Dalla parte della scuola (e del nostro
futuro)
L’accusa è sempre la
stessa. La scuola è vecchia, si muove molto più lentamente di una società frettolosa,
rapida, veloce.
Come hanno risposto le
istituzioni, con quali riforme? Semplice: con un unico stolido tentativo di
portare a scuola il linguaggio della fabbrichetta e trasformare gli studenti in
piccoli venditori porta a porta, agenti monomandatari della propria formazione culturale,
preoccupati del bilancio e del portfolio delle competenze, e del debito
formativo, oppure orgogliosi del credito acquisibile in vari modi.
Questo è il monopoli, non l’istruzione.
Questi non sono studenti
ma firmatari del contratto formativo, acquirenti del POF (il piano di
offerta formativa che ogni istituto deve stilare e proporre, magari in
concorrenza con altri, così migliora la qualità…). Quelli che vedete non sono
ragazzi che entrano a scuola ma domanda ed offerta che si incrociano.
Chiaramente, tra l’azienda
e la scuola ben poche sono le somiglianze, e non c’è nulla di male in questo.
La nuova terminologia è spesso una patina inutile, un rivestimento ingombrante da
sovrapporre alle consuete relazioni oppure la produzione burocratica ed
autoreferenziale di nuovi rapporti, nuove carte raccolte in faldoni che nessuno
andrà a ritrovare.
Diciamo che sono più che
altro i segnali per “delimitare il territorio”, le bandiere piazzate su uno
spazio conquistato da parte dell’ideologia di destra (o meglio: neoliberista) che
per motivi suoi vede nella scuola pubblica un feudo del marxismo.
Curiosamente, se alla
scuola pubblica vanno tolte risorse pubbliche, le stesse devono
essere destinate alla scuola privata, che in Italia equivale grossomodo a
quella del Vaticano, stracciando in un colpo solo la Costituzione della
Repubblica, la separazione tra Stato e Chiesa, l’idea della distinzione di
ruoli tra pubblico e privato.
L’ingerenza dei talebani
del Vaticano, che trovano una agile sponda nell’opportunismo di troppi
politici, ha portato alle sentenze sul crocifisso in aula, che sarebbe un
valore per tutti (compresi atei, animisti, musulmani, indù e chiunque altro);
il concorso con più posti che candidati che ha visto l’ingresso di migliaia di
professori di religione benedetti dai vescovi, mentre un numero enorme di
precari attende da anni; i riferimenti demenziali alle famigerate radici
giudaico-cristiane di cui ogni quattordicenne dovrebbe essere consapevole, una
magra consolazione offerta dal governo Berlusconi al mancato richiamo della
Costituzione Europea.
Alla fine del primo ciclo,
cioè quando il ragazzo ha appunto 14 anni, la fabbrica-scuola deve provare che
dalla catena di montaggio esce un prodotto-studente certificato sulla base di una
serie di caratteristiche, indicate nel cosiddetto “Profilo educativo, culturale
e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione”.
Un piccolo mostro, un Kant
brufoloso che – secondo le menti ministeriali – dovrebbe “porsi le grandi
domande sul mondo, sulle cose, su di sé e sugli altri, sul destino di ogni
realtà, nel tentativo di trovare un senso che dia loro unità e giustificazione,
consapevoli tuttavia dei propri limiti di fronte alla complessità e
all’ampiezza dei problemi sollevati”.
Cosa ancora più grave, il
fanciullo ideale “ha consapevolezza, sia pure in modo introduttivo, delle
radici storico-giuridiche, linguistico-letterarie e artistiche che ci legano al
mondo classico e giudaico-cristiano, e dell'identità spirituale e materiale
dell'Italia e dell'Europa; […]
colloca, in questo
contesto, la riflessione sulla dimensione religiosa dell’esperienza umana e
l’insegnamento della religione cattolica, impartito secondo gli accordi
concordatari e le successive Intese;
[…] sa collocare, in
questo quadro, i tratti spaziali, temporali e culturali dell’identità nazionale
e delle identità regionali e comunali di appartenenza;”.
Il giovine che si
interroga sul “destino di ogni realtà” dovrebbe altresì vivere in un mondo
fatto su misura per Bossi, Fini e Ratzinger, un universo ben distante, per
fortuna nostra, dal paese in cui viviamo e da una scuola che - specie nelle
medie – è già nei fatti multietnica e popolata di figli di famiglie arabe e
cinesi, comunque non cattoliche e non legate a radici giudaico-cristiane (che
espressione orrenda, da totalitarismo novecentesco).
La fonte
I blog sono spesso pagine
web dove un tizio che sogna di diventare giornalista o scrittore discetta del
fatto del giorno, commenta l’enciclica del Papa o un tamponamento a Trezzate
d’Adda, scrive un romanzo a puntate in attesa che Mondadori ci vada a sbirciare
e lo pubblichi, oppure appunta ogni giorno cosa mangia a pranzo, comunicandolo
ad una platea teoricamente planetaria.
Raramente nascono da una idea
vera. Sette in condotta
è invece un sito che nasce da un’idea: raccogliere le note sul registro dalle
scuole italiane, costruire in maniera collettiva ed interattiva il grande museo
del Provvedimento Disciplinare Scolastico.
Dall’archivio sono state
tratte e selezionate alcune di queste note, non solo quelle più divertenti e
curiose, ma anche alcune che hanno dato spunto alle considerazioni che fin qui
avete letto.
Piccola antologia della Nota di Registro
Criminali e scienziati
S.C. lascia l'aula prima
dell'orario di uscita dopo aver fotografato la lavagna con il cellulare
sostenendo che avrebbe riesaminato la lezione a casa sua
La classe è stata trovata
in possesso di due armi (spara-pallini di plastica) che vengono sequestrate. In
più fa esplodere dei petardi. L'insegnante si allontana per salvaguardare la
propria incolumità. Viene chiamato il vicepreside prof. L.
Gli alunni M.P. e D.A.
dopo aver rubato diversi gessetti dalla lavagna di classe, simulano durante la
lezione l'uso di sostanze stupefacenti tramite carte di credito e banconote
arrotolate, tentando inoltre di vendere le sopracitate finte sostanze ai propri
compagni. A mia insistente richiesta di smetterla vengo incitato a provare pure
io per non avere così tanti pregiudizi
Qualcuno della classe
riscalda la maniglia della porta nel tentativo di abbrustolire la mano del
professore
Liceo Scientifico Copernico
di Brescia: Gli alunni B*** e Nov*** simulano un omicidio in classe, il
primo si è steso a terra, il secondo disegna la sagoma
L'alunno A.T. appicca
piccoli fuochi in classe con l'ausilio dei raggi solari e di una lente di
ingrandimento
Piccoli Berlusconi
L'alunno Antonio D.R. tra
una lezione e l'altra estorce denaro ai compagni con il gioco delle tre carte,
utilizzando la cattedra come banco. Colto in flagrante, tenta di far sparire la
cattedra
L'alunno M. dopo la
consegna del pagellino da far firmare ai genitori riconsegna il pagellino
firmato 2 minuti dopo. Sospetto che la firma non sia autentica
Gli alunni Passuello,
Pelanti e Piumatti scommettono euro 5 sulle prestazioni negative dell'alunno
M***
L'alunno T. durante
l'intervallo intrattiene dalla finestra dell'aula gli alunni dell'istituto
imitando Benito Mussolini, munito di fez e camicia nera, presentando una
dichiarazione di guerra all'istituto che sta dall'altra parte della strada
L'alunno P. in seguito al
grave danneggiamento del muro dell'aula, è obbligato a presentarsi in classe
domani con malta e cazzuola, al fine di riparare i danni effettuati
M.P. sostiene di
giustificarsi per lutto familiare, ma risulta che la nonna sia morta e risorta
almeno 8 volte
Come vincere la noia
Gli alunni V.A., M.D.B,
M.L., F.F e A.T. durante la pausa pranzo sono soliti giocare a pallone
utilizzando la mia vettura come porta, dopo aver accuratamente bendato il
portiere. Si urgono provvedimenti
Gli alunni I.C. , F.C. e
G.C. nel mezzo della lezione di Italiano si assentano tornando in classe con
tre pizze fattesi consegnare direttamente a scuola. Al mio ammonimento
rispondono che le pizze rischiano di raffreddarsi
L’alunno Luca G. si
presenta in classe con una grossa patata americana decorata con occhi, naso,
bocca, capelli. Dichiara che la stessa è una nuova alunna e la posiziona sul
banco accanto al suo. Invita infine la docente ad indirizzarsi alla patata
nella spiegazione della nuova lezione. Invitato a far sparire il tubero,
l’alunno presenta rumorose rimostranze, imitato poi da tutta la classe che
giudica tale invito ingiusto nei confronti della patata
R.P. scoppia a ridere in
faccia al sottoscritto dopo che il sottoscritto si è erroneamente infilato la
stanghetta degli occhiali nell'occhio
L'alunno V*** entra in
classe con un quarto d'ora di ritardo, con un piatto di maccheroni al sugo, un
tovagliolo al collo e un pezzo di parmigiano, chiedendo una grattugia. D*******
con noncuranza ne estrae una dello zaino e gliela porge. V**** si siede al suo
posto e inizia a mangiare augurando a tutti buon appetito
La classe mostra una
indiscutibilmente coraggiosa omertà nei confronti dell'alunno che ha svuotato
sul pavimento presso la cattedra una bottiglia di olio extravergine d'oliva
Bertolli rinvenuta nel cestino dell'aula
L'alunno M.B. ha infilato
il casco della sua moto sulla testa dello scheletro dell'aula di chimica.
L'insegnante, accortasi dell'anomala presenza dell'oggetto al minuto 52°della
sua lezione, ha richiesto sospensione dell'alunno e immediata convocazione dal
preside. Il preside è stato colto da crisi di risata isterica non appena la
docente è uscita dal suo ufficio
La classe 3^B spara
bussolotti dalla finestra colpendo una volante della Polizia. Gli alunni F. e
P. sono stati portati in commissariato per accertamenti
Gli alunni B*** e
B*** durante l’ora di italiano compiono irrispettosi esperimenti di balistica
usando proiettili di carta e saliva (stoppini) contro il ritratto
dell’Onorevole Presidente della Repubblica Ciampi. Si giustificano dicendo di
necessitare un bersaglio
Non so come dire…
L'alunno C. emette suoni
non riconducibili al genere umano
La studentessa M.,
ripetutamente stuzzicata da S. e T., risponde con un linguaggio degno delle più
fumose taverne del porto di Genova
G. emana esalazioni fetide
e pestilenziali compromettendo il normale svolgimento della lezione
G*** si comporta da
bifolco
M*** tenta di
ciclopizzare l'occhio docenziale
L'alunno M. apostrofa la
bidella come distributrice di favori sessuali
M. gode della malasorte
altrui
C*** digerisce in
classe ad alta voce come un uomo delle caverne
L’alunno G***** emette
un’aria indiscreta in direzione della cattedra
M.F. non rispetta le
basilari norme igieniche
T. in classe dimostra la
povertà del proprio linguaggio verbale
Gli alunni F******* e
R******** si sfidano a singolar tenzone in classe e si battono tra di loro
Gli alunni T****** e
R******* si scambiando gravi accuse riguardo le loro madri
L'alunno F.S. seduto alla
sedia 5a da sinistra dell'ultima fila, interrompe la lezione producendo suoni
irritanti provenienti dal suo intestino
L'alunno M.S. manifesta
evidenti segni di repressione sessuale disegnando vignette che hanno come
protagonisti degli organi genitali
Egregia sig.ra Xxxxxx, mi
duole informarla che suo figlio A. è eccessivamente pittoresco
L'alunno A.J. inveisce
contro dio durante il compito in classe
Desidero comunicare che
durante l'ora del compito in classe vostro figlio è rimasto coi glutei fuori
dai pantaloni
L'alunno F.M. mangia in
classe emettendo suoni di approvazione per il cibo ingerito.
La classe nonostante i
continui richiami del professore continua imperterrita durante le ore di c.t.a.
a emanare flatulenze senza che i colpevoli si dichiarino e l'aria ormai è resa
irrespirabile da tali esalazioni. Si prega di fare nota ai genitori di tale
maleducazione
Futuri geni del cabaret
Rientrato in classe con 15
min di ritardo dopo la ricreazione, alla domanda dell'insegnante: M. dove sei
stato? risponde: “cos'è un sondaggio prof?”
Alla domanda: come mai non
ha il materiale didattico e libri di testo per lo svolgimento della lezione, lo
studente Tourabi risponde: lo chieda alla mia segretaria
Sua figlia, al mio
interessamento riguardo alla scarsa cura che ha della propria femminilità,
risponde: si interessi della sua simpatia
Gli alunni M.L. e G.C.
dopo l'ordine del sottoscritto: prendete la porta e andatevene dal preside,
scardinano la porta e la trasportano fino in presidenza dicendo al preside che li
avevo intimati io a farlo
L'alunno T. S.
fabbricatosi una corona di carta si fa chiamare Sire e si rifiuta di venire
interrogato poiché un sovrano non si commistia con dei semplici professori
L'alunno Z******** si alza
dal proprio posto gridando “alabarda spaziale!”
L'alunno V. D.I. si
rivolge alla mia persona (prof di calcolo e statistica) chiedendomi se porto
parrucchino e/o dentiera
L'insegnante di latino:
L'alunno è entrato in aula, dopo essere stato per 20 minuti al bagno, aprendo
la porta con un calcio; ha fatto una capriola e ha puntato un'immaginaria
pistola verso l'insegnate dicendo “ti dichiaro in arresto nonnina!”
P*** non svolge i
compiti e alla domanda “Per quale motivo?” risponde “Io c'ho una vita da vivere”
L'alunno Ma*** ha fatto
l'ennesima scena muta dicendo che risponderà solo in presenza del suo avvocato
Mille voci
La classe non segue il mio
invito a urlare perlomeno più piano
Non sento il silenzio di
quelli che stanno zitti
La classe bercia
rumorosamente
La classe muggisce
La classe miagola
insistentemente
L'alunno Luca B. allieta
la classe con una sua rivisitazione della nona sinfonia di Bach suonata a rutti
La classe si esibisce in
una gara canora, nonostante l'intervento del bidello Gino
Il bipede Riccardo G. ruttando
dichiara di essere presente durante l'appello
Oltre ogni limite
La classe non mostra
rispetto per l'illustre filosofo Pomponazzi e ne altera il nome in modo osceno
L'alunna B.R. fa sfoggio
della sua biancheria intima lanciandola sul registro del professore
Nota del prof di fisica:
L'alunna G. si esibisce in atti provocatori accavallando le gambe, col chiaro
intento di mettere in imbarazzo il sottoscritto
Si ritrova un sacchetto
dei cracker con dentro del catarro vicino al banco di Salmoiraghi
Non c’è più (ora di) religione
Ora di religione: Si
segnala mancanza del Crocifisso, occultato dalla classe, al suo posto cartello
recante le parole - torno subito -
Il crocefisso dell'aula è
stato rovinato. Il Cristo ora ha disegnata la maglia della nazionale
L'alunno G.M. viene
sospeso per una settimana dalle lezioni per aver sostituito la videocassetta
contenente un documentario riguardante la Canonizzazione di San Esculapio, con
un videocassetta contenente filmati pornografici. Il fatto ha causato per
alcuni frangenti la visione di filmati osceni durante l'ora di Religione, fra
gli ululati degli altri compagni. Inoltre ha cercato di impedirmi fisicamente
di bloccare la riproduzione della videocassetta, frapponendosi fra me e il
videoregistratore
L'alunno M. disegna con
un gessetto Dio alla lavagna, gli si prostra ai piedi ed inizia a recitare il
padre nostro
Ora di religione: «V.
trasforma la classe in una trattoria con panini, pizze e focacce»