Le dure cariche di polizia ordinate contro la
manifestazione pacifista di Comiso hanno un grave significato politico che va
subito nettamente denunciato e condannato. Nell’attacco sono stati colpiti
anche parlamentari di vari partiti e il segretario della FGCI Marco Fumagalli.
Le percosse e i ferimenti contro un sit-in svoltosi secondo una rigorosa linea
non violenta e che volgeva al suo termine senza alcun incidente chiamano in
causa la responsabilità del governo che dovrà dare in Parlamento tutti i
necessari chiarimenti sull’operato delle forze dell’ordine, e acquistano il
significato di un tentativo di intimidazione contro il movimento per la pace,
movimento fatto di tante forze diverse e che si batte contro tutti i missili e
per il disarmo. I comunisti esprimono la loro solidarietà alle forze pacifiste
e non violente italiane ed europee, tra cui numerosi i giovani della FGCI, che
hanno per oltre un mese manifestato a Comiso e invitano le proprie
organizzazioni a moltiplicare gli sforzi perchè si accresca il contributo alla
lotta volta a far prevalere lo spirito della trattativa, a conquistare un
disarmo bilanciato e controllato, a congelare le armi nucleari, a impedire che
l’Italia venga trascinata nella spirale riarmista.
Interrogazioni del
PCI alle Camere. Proteste di forze politiche e sociali
Roma. Sul gravissimo episodio di Comiso sono da
registrare immediate e ferme reazioni. Il presidente del Consiglio e il
ministro degli Interni sono stati chiamati a rispondere davanti alle Camere con
due interrogazioni urgenti che, identiche nel testo, sono state presentate al
Senato dai componenti Gianotti e Vitale, e alle Camere da Corvisieri e Rossino.
Nell’interrogazione si ricorda che “fin dal primo mattino
il questore di Ragusa, Borgese, aveva artificiosamente creato momenti di grave
tensione ricorrendo a futili pretesti e minacciando numerosi parlamentari
presenti”; che le cariche sono proseguite “anche dopo il violento sgombero del
blocco, culminando in una aggressione a freddo a un chilometro di distanza
contro alcuni giovani che stavano rientrando alla spicciolata e in numero
esiguo nel campeggio dell’IMAC”, che alcuni parlamentari “sono stati
minacciati, insultati e violentemente picchiati nonostante fossero
pacificamente seduti a terra e avessero mostrato il loro tesserino di
riconoscimento”.
I parlamentari del PCI hanno chiesto quindi di sapere:
“1) se le cariche della polizia siano state effettuate per ordini superiori,
come si intuirebbe dalle ripetute dichiarazioni del dottor Borgese; 2) se i
ripetuti e violentissimi pestaggi contro persone sedute a terra, le reiterate
cacce all’uomo, il lancio di lacrimogeni e l’esplosione di colpi di pistola
avessero come fine quello di seminare il terrore tra i pacifisti, magari con lo
scopo di provocare reazioni che fortunatamente non ci sono state; 3) se non
ritengono che le ripetute prove di intolleranza e di manifesta incapacità del
dottor Borgese non siano sufficienti a motivarne l’allontanamento dalla
carica”.
Dal canto suo il PdUP, in un comunicato dal titolo
“Compagno Bettino, cominciamo proprio male”, commenta “che non solo il
filoatlantismo di questo governo ci porterà ad essere i primi tra i paesi
europei che installeranno i missili americani sul proprio territorio
nazionale”, ma che “addirittura si vuole impedire con la forza dei questori,
dei manganelli, dei lacrimogeni, che si esprimano, pacificamente e in modo non
violento, la protesta e il rifiuto del movimento che in Italia come nel resto
d’Europa si batte contro il riarmo e la corsa alla guerra”.
Dopo aver ricordato che a fare le spese della carica
poliziesca sono stati – oltre ad altri parlamentari della sinistra – anche i
deputati del PdUP Crucianelli, Serafini, Luciana Castellina e Alfonso Gianni,
il comunicato rileva che le violenze “mostrano di che pasta è fatto il nuovo
centro-sinistra, e di quale qualità sia la svolta storica”, e la dicono lunga “non
solo sul ministro degli Interni, il dc Scalfaro, o quello della Difesa, il
laico Spadolini, ma su quello che saranno i giorni che ci aspettano”.
Un comunicato è stato diffuso anche dalla segreteria
nazionale di DP che definisce le cariche come una “provocazione poliziesca
usata come arma per tentare di stroncare la crescente pressione pacifica”, e
“condanna con forza le violenze poliziesche che costituiscono il primo
inequivocabile biglietto da visita del nuovo governo Craxi”.
Di “intento provocatorio” della polizia parla anche la
FLM milanese in una sua nota, nella quale “denuncia la gravità di questa
iniziativa” e nel riconfermare l’opposizione verso tutti i missili, “protesta
energicamente nei confronti dei responsabili delle forze dell’ordine”.
“Questa azione violenta e indiscriminata – si dice in un
comunicato dell’ARCI – rappresenta un’ulteriore conferma dell’imbarbarimento
provocato dalla campagna di riarmo internazionale intrapresa dalle
superpotenze”. Contro “ogni scelta di morte e di distruzione” e per l’adozione
di “immediati provvedimenti contro i responsabili” si pronuncia la Lega
Ambiente.