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“L’Unità”, 9 agosto 1983
8 agosto 1983 - Reazioni forze politiche e sociali
Segreteria del PCI: il governo chiarisca le sue responsabilità

Le dure cariche di polizia ordinate contro la manifestazione pacifista di Comiso hanno un grave significato politico che va subito nettamente denunciato e condannato. Nell’attacco sono stati colpiti anche parlamentari di vari partiti e il segretario della FGCI Marco Fumagalli. Le percosse e i ferimenti contro un sit-in svoltosi secondo una rigorosa linea non violenta e che volgeva al suo termine senza alcun incidente chiamano in causa la responsabilità del governo che dovrà dare in Parlamento tutti i necessari chiarimenti sull’operato delle forze dell’ordine, e acquistano il significato di un tentativo di intimidazione contro il movimento per la pace, movimento fatto di tante forze diverse e che si batte contro tutti i missili e per il disarmo. I comunisti esprimono la loro solidarietà alle forze pacifiste e non violente italiane ed europee, tra cui numerosi i giovani della FGCI, che hanno per oltre un mese manifestato a Comiso e invitano le proprie organizzazioni a moltiplicare gli sforzi perchè si accresca il contributo alla lotta volta a far prevalere lo spirito della trattativa, a conquistare un disarmo bilanciato e controllato, a congelare le armi nucleari, a impedire che l’Italia venga trascinata nella spirale riarmista.

Interrogazioni del PCI alle Camere. Proteste di forze politiche e sociali

Roma. Sul gravissimo episodio di Comiso sono da registrare immediate e ferme reazioni. Il presidente del Consiglio e il ministro degli Interni sono stati chiamati a rispondere davanti alle Camere con due interrogazioni urgenti che, identiche nel testo, sono state presentate al Senato dai componenti Gianotti e Vitale, e alle Camere da Corvisieri e Rossino.

Nell’interrogazione si ricorda che “fin dal primo mattino il questore di Ragusa, Borgese, aveva artificiosamente creato momenti di grave tensione ricorrendo a futili pretesti e minacciando numerosi parlamentari presenti”; che le cariche sono proseguite “anche dopo il violento sgombero del blocco, culminando in una aggressione a freddo a un chilometro di distanza contro alcuni giovani che stavano rientrando alla spicciolata e in numero esiguo nel campeggio dell’IMAC”, che alcuni parlamentari “sono stati minacciati, insultati e violentemente picchiati nonostante fossero pacificamente seduti a terra e avessero mostrato il loro tesserino di riconoscimento”.

I parlamentari del PCI hanno chiesto quindi di sapere: “1) se le cariche della polizia siano state effettuate per ordini superiori, come si intuirebbe dalle ripetute dichiarazioni del dottor Borgese; 2) se i ripetuti e violentissimi pestaggi contro persone sedute a terra, le reiterate cacce all’uomo, il lancio di lacrimogeni e l’esplosione di colpi di pistola avessero come fine quello di seminare il terrore tra i pacifisti, magari con lo scopo di provocare reazioni che fortunatamente non ci sono state; 3) se non ritengono che le ripetute prove di intolleranza e di manifesta incapacità del dottor Borgese non siano sufficienti a motivarne l’allontanamento dalla carica”.

Dal canto suo il PdUP, in un comunicato dal titolo “Compagno Bettino, cominciamo proprio male”, commenta “che non solo il filoatlantismo di questo governo ci porterà ad essere i primi tra i paesi europei che installeranno i missili americani sul proprio territorio nazionale”, ma che “addirittura si vuole impedire con la forza dei questori, dei manganelli, dei lacrimogeni, che si esprimano, pacificamente e in modo non violento, la protesta e il rifiuto del movimento che in Italia come nel resto d’Europa si batte contro il riarmo e la corsa alla guerra”.

Dopo aver ricordato che a fare le spese della carica poliziesca sono stati – oltre ad altri parlamentari della sinistra – anche i deputati del PdUP Crucianelli, Serafini, Luciana Castellina e Alfonso Gianni, il comunicato rileva che le violenze “mostrano di che pasta è fatto il nuovo centro-sinistra, e di quale qualità sia la svolta storica”, e la dicono lunga “non solo sul ministro degli Interni, il dc Scalfaro, o quello della Difesa, il laico Spadolini, ma su quello che saranno i giorni che ci aspettano”.

Un comunicato è stato diffuso anche dalla segreteria nazionale di DP che definisce le cariche come una “provocazione poliziesca usata come arma per tentare di stroncare la crescente pressione pacifica”, e “condanna con forza le violenze poliziesche che costituiscono il primo inequivocabile biglietto da visita del nuovo governo Craxi”.

Di “intento provocatorio” della polizia parla anche la FLM milanese in una sua nota, nella quale “denuncia la gravità di questa iniziativa” e nel riconfermare l’opposizione verso tutti i missili, “protesta energicamente nei confronti dei responsabili delle forze dell’ordine”.

“Questa azione violenta e indiscriminata – si dice in un comunicato dell’ARCI – rappresenta un’ulteriore conferma dell’imbarbarimento provocato dalla campagna di riarmo internazionale intrapresa dalle superpotenze”. Contro “ogni scelta di morte e di distruzione” e per l’adozione di “immediati provvedimenti contro i responsabili” si pronuncia la Lega Ambiente.




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