“Quanto accaduto a Reggio Calabria non può essere considerato meramente un attentato criminale: esso costituisce un attacco portato alla democrazia del nostro Paese”. A renderlo noto è Andrea Campinoti, presidente di Avviso Pubblico - che ha inviato una lettera al Procuratore di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, in seguito allo scoppio di un ordigno posto davanti agli uffici giudiziari della città. “Questo impone alle autorità competenti, alle forze politiche ed economiche, ai cittadini calabresi e italiani onesti, che credono nei principi di legalità democratica e di giustizia- continua Campinoti- di reagire prontamente, senza esitazioni.
Desidero esprimere la più viva solidarietà di tutti gli enti locali italiani aderenti all’Associazione Avviso Pubblico per il grave atto intimidatorio, di stampo mafioso, attuato nei confronti degli uffici della Procura Generale di Reggio Calabria. L’ordigno esploso l’altra notte ci rammenta brutalmente l’esistenza delle mafie e la loro natura violenta che non esita a palesarsi quando le cosche o ‘ndrine percepiscono la minaccia concreta all’esercizio del loro potere criminale derivante da un’azione giudiziaria seria e credibile.
Quanto accaduto a Reggio Calabria non può essere considerato meramente un attentato criminale: esso costituisce un attacco portato alla democrazia del nostro Paese”. In Italia, la lotta alla ‘ndrangheta e alle altre mafie ha registrato successi importanti grazie al lavoro quotidiano svolto da tanti magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine, alcuni dei quali hanno perso la loro vita. Questo impone alle autorità competenti, alle forze politiche ed economiche, ai cittadini calabresi e italiani onesti, che credono nei principi di legalità democratica e di giustizia, di reagire prontamente, senza esitazioni.
“La sconfitta delle mafie appare ancora lontana" - conclude il presidente di Avviso Pubblico. "Abbiamo, tuttavia, la consapevolezza che una seria azione repressiva, fondata sull’arresto dei latitanti e sulla confisca dei beni, unitamente all’esercizio di una credibile azione preventiva, basata sul ruolo educativo della scuola e sulla creazione di uno sviluppo economico reale, anche attraverso l’uso sociale dei beni confiscati, costituiscono gli elementi indispensabili per procedere all’affermazione della democrazia a scapito della violenza criminale mafiosa”.