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11 febbraio 2006 -
No Ponte / Le imprese
Impregilo e Astaldi: avversarie o alleate per Ponte e Grandi Opere?
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Antonio Mazzeo
Terrelibere.org |
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Al Tar di Roma si discute sul riscorso di Astaldi che contesta il ribasso anomalo di Impregilo nella gara per il general contractor del Ponte sullo Stretto ma i due gruppi potrebbero allearsi strategicamente per costituire uno dei più grandi poli europei delle costruzioni. Intanto Bruxelles avrebbe aperto un fascicolo sulla partecipazione delle cooperative ‘rosse’ alla gara aggiudicata dalla Stretto di Messina a Impregilo-CMC-Condotte d’Acqua & Soci.
Impregilo, il colosso italiano delle costruzioni, general contractor per la realizzazione del Ponte sullo Stretto e il sistema Mose di Venezia riconosce di non potercela più fare da solo nel mercato delle grandi opere e studia la possibilità di giungere in tempi brevi ad un’alleanza strategica con un competitor italiano di “dimensioni rilevanti” e risalire così la classifica europea che lo vede attestarsi al ventiquattresimo posto in fatturato. La società di costruzioni avrebbe già dato a una banca d'affari il mandato per sondare il terreno per questa possibile aggregazione. La notizia, favorevolmente accolta dagli investitori, è stata rivelata dal ‘Corriere della Sera’, quotidiano su cui esercita un rilevante controllo azionario il gruppo finanziario Gemina, azionista storico di Impregilo. Nell’ultima settimana il titolo azionario è cresciuto del 2,41% (3,40 euro), ma c’è chi scommette che nei prossimi giorni un’azione Impregilo potrebbe sfiorare i 4 euro. "Da un punto di vista strategico l'operazione incrementerebbe ulteriormente la capacità commerciale del gruppo, ridurrebbe la concorrenza nel mercato italiano e darebbe delle chance maggiori a Impregilo per competere all'estero", ha affermato l’analista finanziario Alessandro La Scalia di Caboto in un’intervista a ‘Milano Finanza’ (10 febbraio 2005). A riaccendere gli interessi degli investitori sul titolo Impresilo - nonostante le cattive notizie giunte da Monza dove la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio per falso in bilancio per gli ex amministratori della società - la ventilata candidatura dell’odierno amministratore delegato Alberto Lina nella compagine governativa qualora la coalizione di centro-sinistra dovesse vincere le elezioni di aprile. Fu proprio il governo Prodi a nominare Lina ‘Ad’ del gruppo Finmeccanica che raggruppa le principali aziende italiane del settore militare; il manager, tra l’altro, dal 1995 al 1998 ha ricoperto il ruolo di presidente della Coinfra, la società dell'IRI che ha partecipato come fornitore alla realizzazione del ponte Storebelt in Danimarca, insieme alla società di consulenza Cowi di Copenaghen a cui il raggruppamento temporaneo d’imprese guidato da Impregilo ha poi affidato l’elaborazione progettuale del Ponte sullo Stretto. "L'avvicinamento di Lina al centro-sinistra – ha aggiunto Alessandro La Scalia - potrebbe a nostro avviso avere l'effetto di moderare le preoccupazioni su una contrazione del mercato delle infrastrutture pubbliche in Italia nell'ipotesi di un cambio di colore politico del Governo, anche qualora l'Ad non dovesse venire a farne parte”. Un’ipotesi avvalorata dal programma di governo della coalizione ulivista che specie sull’Alta Velocità conferma le linee individuate dal duo Berlusconi-Lunardi. Tra le opzioni più accreditate al vaglio del Cda di Impregilo quella di un’alleanza con la Società Italiana per Condotte d’Acqua, il terzo gruppo italiano di costruzioni in fatturato, ex IRI, recentemente acquisito dalla S.p.A. Ferfina, holding controllata dalla famiglia Bruno e per un 15% da Efibanca, società della Banca Popolare Italiana (già Popolare di Lodi) impegnatasi nella concessione di linee di credito per 250 milioni di euro a favore della stessa Impregilo per la realizzazione del Ponte di Messina. Proprio Condotte è partner di Impregilo nella cordata che il 13 ottobre 2005 è stata prescelta dalla Società Stretto di Messina come general contractor per il collegamento stabile Calabria-Sicilia; inoltre partecipa accanto ad Impregilo nei lavori di realizzazione per l’Alta Velocità ferroviaria, il sistema Mose a Venezia e l’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. “Il gruppo Condotte non ha avuto contatti per un'aggregazione con Impregilo e l'azionista di riferimento non intende cedere il controllo” ha tuttavia prontamente dichiarato il vicepresidente della società Duccio Astaldi. "Con Impregilo abbiamo alleanze industriali in molti campi ma non ci sono stati contatti per qualcosa di diverso da questo. La famiglia Bruno ha il controllo di Condotte e ha intenzione di mantenerlo". E si farebbe avanti Astaldi Nessun commento ufficiale è arrivato invece da un altro potenziale futuro alleato, il gruppo Caltagirone, presente nel comparto costruzioni con Pianini Lavori, mentre da Parma, la Pizzarotti dichiara di non aver ricevuto avance da Impregilo. Qualcuno ipotizza invece che per la creazione di un potente soggetto europeo nel settore delle grandi opere, accanto alla società guidata da Alberto Lina, potrebbe scendere in campo il gruppo Astaldi di Roma, anch’esso in forte crescita sul mercato azionario dopo la presentazione dei dati sul bilancio 2005, conclusosi con un utile netto pari a 32,3 milioni di euro, in aumento di oltre il 20% rispetto all’esercizio 2004. Astaldi sta attualmente realizzando in Italia il Nuovo Polo Fieristico di Milano, la tratta ferroviaria ad Alta Velocità Roma-Napoli, il raddoppio della linea ferroviaria Parma-La Spezia e il Nodo Ferroviario di Torino. All’estero è impegnato invece nella realizzazione dell’Autostrada dell’Anatolia (Turchia), di infrastrutture idriche e viarie in Algeria e Honduras e della linea ferroviaria Puerto Cabello-La Encrucijada in Venezuela. In quest’ultimo paese sudamericano, l'azienda ha siglato lo scorso dicembre un accordo intergovernativo per la realizzazione di tre nuovi progetti ferroviari per un importo complessivo di 5 miliardi di dollari, in consorzio proprio con l’italiana Impregilo. È notizia recente poi che Astaldi, in consorzio con Pizzarotti e la Techint della famiglia italo-argentina Rocca ha presentato un project financing al Sior (Sistema integrato ospedaliero regionale) formato da 4 aziende sanitarie toscane (Lucca, Massa, Pistoia e Prato) per la realizzazione del nuovo edificio sanitario nella zona di San Filippo, Lucca (valore 421,9 milioni di euro). La Techint, con Argofin del costruttore Gavio, Autostrade S.p.A. (Benetton) e Investindustrial-Bonomi, fa parte del consorzio IGLI che dal marzo 2005 è divenuto il principale azionista di Impregilo (16,89%). “Vuoi vedere che alla fine, dopo tanto rumore e tanta carta bollata, Astaldi e Impregilo fanno la pace e lavoreranno insieme al Ponte sullo Stretto?”, ironizzano a Messina gli esponenti della Rete NoPonte. Le due società si sono fronteggiate infatti nel duello per il general contractor dell’ecomostro tra Scilla e Cariddi e l’assegnazione della cordata a guida Astaldi è stata fortemente contestata dalle concorrenti al punto che è stato presentato al Tar del Lazio un ricorso dove si lamenta l’”anomalo” ribasso di Impregilo & soci (il 12,33% rispetto ai 4,43 miliardi indicati come prezzo a base d’asta e l’impegno a realizzare l’opera in 70 mesi e con 243 giorni di anticipo sul previsto). In realtà lo scorso anno Astaldi aveva tentato di acquisire il pacchetto di maggioranza di Impregilo, ma l’operazione era sfumata proprio per la scesa in campo della IGLI di Rocca-Gavio-Benetton-Bonomi. Poi alla vigilia della gara per il general contractor del Ponte, dopo la fuga delle maggiori aziende di costruzioni internazionali, i vertici di Impregilo ed Astaldi avevano tentato un reciproco avvicinamento, misteriosamente abortito, per la presentazione di un’unica offerta. I vizi delle coop ‘rosse’ Qualche giorno fa i legali delle due società si sono incontrati davanti al presidente della prima sezione del Tar del Lazio, Pasquale de Lise, per discutere sulle presunte “anomalie” della gara affidata alla cordata Impregilo. “Più in basso del 2% non era possibile arrivare”, hanno dichiarato i legali del gruppo romano. L’udienza però è stata aggiornata al prossimo 8 marzo dato che il giudice amministrativo avrebbe chiesto più tempo per esaminare i “numerosissimi” documenti presentati. Sarà sufficiente un mese per ricomporre il conflitto e giungere magari alla nascita del maxipolo delle costruzioni italiane? Sulla gara del Ponte però, oltre alle inchieste sulle infiltrazioni mafiose ed i presunti “abusi” di alcuni membri della Commissione ministeriale per la valutazione d’impatto ambientale, rischia di abbattersi una nuova tegola. Ne dà ancora notizia il quotidiano ‘Milano Finanza’ (9 febbraio), in relazione ad un esposto inviato lo scorso giugno dal WWF Italia alla Commissione europea in cui si ipotizzerebbe la violazione della direttiva in materia di appalti pubblici. Il WWF avrebbe sollevato il caso della contestuale presenza di due cooperative collegate tra loro (la CCC di Bologna e la CMC di Ravenna) nelle due cordate in gara per il general contrctor. Per l’organizzazione ambientalista, ciò avrebbe comportato una distorsione della concorrenza. “Un’ipotesi – scrive il quotidiano – che per Bruxelles non è manifestatamene infondata, come dimostrerebbe anche l’apertura di un fascicolo”. La Commissione europea potrebbe pertanto emettere un nuovo cartellino giallo per il nostro Paese. La cosa comunque non turberebbe più di tanto il sistema nazionale delle grandi opere. Il prossimo 14 febbraio verrà infatti aggiudicata la gara per la metro C di Roma, uno degli appalti più rilevanti dell'intero contesto nazionale che, con i suoi 3 miliardi di euro risulta, per entità, secondo solo al Ponte sullo Stretto. Per la terza metropolitana di Roma si starebbe per ripetere il duello tra le cordate in gara per il Ponte: la costituenda Associazione temporanea d'impresa Astaldi - Vianini Lavori - Consorzio Cooperative Costruzioni CCC - Ansaldo Trasporti Sistemi Ferroviari e la Ati Impregilo - Cooperativa Muratori & Cementisti Cmc - Società Italiana per Condotte d'Acqua Spa - Grandi Lavori Fincosit, con la novità di qualche pretendente in più. Una gara, dunque, ancora una volta viziata dallo “scontro” tra due coop della Lega, di cui una, la CMC di Ravenna, risulta essere una delle 240 socie del Consorzio “madre” CCC. Antonio Mazzeo – Redazione Terrelibere.org
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Tag: ponte
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